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Isterectomia non necessaria: risarcimento per intervento demolitivo evitabile

Il medico deve scegliere il trattamento realmente necessario

Un intervento chirurgico può essere tecnicamente eseguito senza errori e risultare ugualmente fonte di responsabilità quando non avrebbe dovuto essere eseguito.

Prima di sottoporre una paziente a un intervento demolitivo, soprattutto quando comporta l'asportazione dell'utero e degli annessi, occorre verificare attentamente diagnosi, alternative terapeutiche e proporzionalità del trattamento.


Il caso concreto

Una paziente di 48 anni era stata sottoposta a istero-annessiectomia bilaterale per una diagnosi rivelatasi non corrispondente all'esito istologico.

La CTU ha ritenuto che, considerate l'età, la fase pre-menopausale e la patologia effettivamente presente, la prosecuzione della terapia farmacologica avrebbe molto probabilmente consentito di evitare l'intervento demolitivo.

A ciò si aggiunsero complicanze fisiche e importanti ripercussioni psicologiche.

I consulenti hanno quantificato un danno permanente fisico del 12% e un ulteriore danno psichico del 6%; applicato il criterio medico-legale di valutazione complessiva delle menomazioni, il Tribunale ha considerato un danno complessivo del 17%. 


Il risultato

Il Tribunale di Roma ha condannato il medico a pagare circa € 95.000,00 per danno non patrimoniale, con rivalutazione e interessi, nonché e le spese processuali e peritali.

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