

Lesione del nervo durante un intervento neurochirurgico: oltre 121.000 euro di risarcimento
Quando una complicanza chirurgica diventa errore medico
Il fatto che una lesione rappresenti una possibile complicanza di un intervento non significa automaticamente che il danno non sia risarcibile. Occorre verificare se quella conseguenza sia stata inevitabile nonostante una corretta esecuzione oppure se, al contrario, sia derivata da un gesto tecnico non adeguato, imprudente o imperito.
Questo accertamento è particolarmente importante negli interventi neurochirurgici, nei quali pochi millimetri possono separare il campo operatorio da strutture nervose essenziali.
La struttura sanitaria risponde, in linea generale, ai sensi degli artt. 1218 e 1228 c.c. dell'inadempimento delle obbligazioni assunte nei confronti del paziente. La disciplina della responsabilità sanitaria è oggi sistematizzata anche dalla legge n. 24/2017.
Il caso seguito dallo Studio
Un paziente era stato sottoposto a microdiscectomia cervicale C5-C6 e C6-C7 presso l'Ospedale di Salerno. Dopo l'intervento comparivano disfagia e soprattutto una grave disfonia; la fibrolaringoscopia evidenziava la paralisi della corda vocale destra. Nonostante terapie farmacologiche e logopediche, la disfonia diventava permanente e al danno fisico si aggiungeva una sindrome ansioso-depressiva. sentenza Radano_signed
Il collegio peritale ha individuato un'inadeguatezza della tecnica chirurgica, riconoscendo postumi permanenti complessivamente valutati nel 18%.
Il Tribunale ha riconosciuto anche l'effettiva incidenza del danno sulla capacità lavorativa del paziente, autotrasportatore.
Il risultato
Il Tribunale di Salerno ha condannato l'Azienda Ospedaliera al pagamento di:
€ 91.248,00 per danno non patrimoniale, oltre interessi, e
€ 30.000,00 per danno patrimoniale da compromissione della capacità lavorativa.
Il risarcimento complessivo è stato quindi pari a oltre € 190.000,00, comprensivi di rivalutazione e ulteriori accessori stabiliti dalla sentenza.