È ANDATO TUTTO MALE DOPO UN INTERVENTO: COME CAPIRE SE C'E' STATO UN ERRORE MEDICO?
Ti sei sottoposto a un intervento per risolvere un problema. Dopo, però, sono comparse difficoltà che prima non avevi: un dolore persistente, una limitazione nei movimenti, problemi nel parlare o nel deglutire, oppure la necessità di un’altra operazione.
Ti è stato detto che si tratta di una complicanza. Ma questa spiegazione basta? E come puoi capire se ciò che è accaduto poteva essere evitato?
Un esito negativo non dimostra, da solo, un errore medico. Allo stesso tempo, definire un danno “complicanza” non chiude automaticamente la questione. Occorre ricostruire il percorso di cura e verificare le scelte compiute prima, durante e dopo l’intervento.
La valutazione comincia prima dell’operazione
Il primo punto da esaminare è la decisione di intervenire.
La diagnosi era stata approfondita adeguatamente? Erano stati effettuati gli accertamenti necessari? L’intervento era indicato per quella patologia e per le condizioni di quel paziente? Esistevano alternative terapeutiche da prendere in considerazione?
La valutazione riguarda poi la tecnica utilizzata, l’esecuzione dell’operazione e l’assistenza successiva. Una difficoltà riconosciuta e trattata tempestivamente può avere conseguenze diverse da una situazione sottovalutata per giorni.
Per capire ciò che è accaduto bisogna esaminare l’intero percorso, senza fermarsi al solo verbale operatorio.
Che cosa ti era stato spiegato?
Un altro aspetto riguarda le informazioni ricevute prima dell’intervento.
Il paziente ha diritto a conoscere, in modo comprensibile, benefici, rischi e possibili alternative del trattamento proposto. Questo diritto è tutelato dalla legge n. 219/2017 sul consenso informato.
Per questo, nella valutazione del caso, è utile ricostruire anche i colloqui avuti con i sanitari e leggere il modulo di consenso sottoscritto.
La firma di un modulo, da sola, non permette di comprendere quali spiegazioni siano state effettivamente fornite. L’eventuale carenza di informazioni deve essere esaminata insieme alle circostanze concrete e alle conseguenze che ha prodotto sulla scelta del paziente.
Quali documenti raccogliere
Per una prima valutazione è utile conservare:
la cartella clinica completa, compresi il verbale operatorio e la documentazione anestesiologica;
gli esami e i referti precedenti all’intervento;
il consenso informato e la lettera di dimissione;
i controlli successivi, le terapie e gli eventuali nuovi ricoveri;
la documentazione delle spese sostenute e delle conseguenze sull’attività lavorativa.
Può essere utile anche scrivere una breve cronologia: quando sono comparsi i problemi, a chi sono stati segnalati, quali risposte sono state ricevute e quali cure sono state prescritte.
Non occorre conoscere i termini medici. Raccontare con precisione ciò che è cambiato nella propria vita è un contributo importante alla ricostruzione del caso.
Come si verifica un possibile errore medico
La documentazione deve essere esaminata con il contributo del medico legale e, quando necessario, dello specialista nella disciplina interessata.
L’obiettivo è verificare se vi siano state condotte inadeguate, se queste abbiano causato o aggravato il danno e quali conseguenze siano effettivamente riconducibili all’assistenza ricevuta.
Presso lo Studio Legale Berna, la valutazione parte dall’ascolto del paziente e dall’analisi della documentazione sanitaria con i consulenti competenti. Questo lavoro permette di individuare gli aspetti da approfondire e valutare se vi siano elementi per una richiesta risarcitoria.
Se dopo un intervento hai riportato conseguenze inattese e vuoi capire che cosa è accaduto, contattaci per una prima valutazione. Raccontaci la tua esperienza e indicaci quali documenti hai già disponibili.

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